venerdì 28 ottobre 2011

Gatti neri vittime della superstizione, nell'ultimo anno scomparsi in 30mila

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Gatti neri vittime della superstizione, nell'ultimo anno scomparsi in 30mila

La denuncia dell'Aidaa: colpa dell'antica credenza secondo la quale portano sfortuna


Il gatto nero Cagliostro e la strega Kim in un fumetto di Dylan Dog
ROMA - Continua la strage silenziosa di migliaia di gatti neri uccisi ogni anno nel nome della superstizione, di riti esoterici, o semplicemente perché ritenuti portatori di jella. «Dopo la strage di 60mila gatti di fine anni novanta ora la situazione è migliorata ma siamo ben distanti dall’aver superato l’antica superstizione secondo la quale i gatti neri portano sfortuna, e ancora in questi ultimi mesi sono moltissime le segnalazioni di gatti neri scoparsi singolarmente o in gruppi in diverse zone d’Italia». È quanto sottolinea l’Associazione italiani difesa animali e ambiente (Aidaa) che però ammette la difficoltà di effettuare una stima di quanti siano i gatti uccisi da auto e quelli vittime di riti esoterici o della superstizione nonostante siano 30mila i gatti neri scomparsi durante l’ultimo anno. «A questi numeri stimati vanno aggiunti i gatti neri abbandonati che pullulano nei gattili italiani. Infatti - sottolinea l’associazione in una nota - mediamente su ogni 100 gatti ospitati almeno 9 sono neri. Questo vuole dire che tra i circa 250mila gatti ospitati in gattili e rifugi oltre 22mila sono neri e sono in cerca di adozione e non è difficile trovare strani personaggi in cerca di gatti neri nei periodi del sacrificio dei gatti che avviene sia nella notte del 1 novembre che nelle notti del solstizio». Aidaa si prepara a festeggiare la sesta edizione del gatto nero day che cade come ogni anno il 17 novembre. Quest’anno la manifestazione si svolgerà uffcialmente a Torino e a Rho in provincia di Milano dove è anche previsto un dibattito sul “Ruolo e responsabilità della chiesa cattolica nel massacro dei gatti neri legati al fenomeno della stregoneria dal medio evo ad oggi”. «Quest’anno vogliamo celebrare la sesta edizione della giornata del gatto nero parlando di storia ma anche di responsabilità storiche - dice Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - per questo abbiamo scelto come sede principale Torino considerata per antonomasia una delle città del demonio, dove presenteremo il rapporto quinquennale sul massacro dei gatti neri, mentre a Rho - continua - considerata una delle punte ovest del pentacolo si discuterà di responsabilità storiche». «La questioni dei gatti neri è tutt’altro che da sottovalutare - conclude - e se qualcuno si ostina a dire che il fenomeno è ridotto solo perchè poco visibile vuol dire che è miope e questo in qualche modo lo rende complice di assassini di mici neri e iettatori».

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